Si tratta del Co-housing (alla lettera: co-abitare), un modello abitativo che trova le sue radici nelle esperienze delle "comuni" degli anni '60 e che si sta oggi affermando come alternativa alle frenetiche e costose forme di vita imposte dalla città e dai ritmi della quotidianità.
In Italia non esistono cifre precise sulle dimensioni del fenomeno, ma si può stimare che il bacino dei potenziali interessati si aggiri intorno a qualche migliaio di persone. Non pochi, se si pensa alla scarsa attenzione dedicata finora dalle istituzioni e ai problemi di normativa edilizia che non ne facilitano la diffusione. Anche se, va detto, non sono i problemi di quest'ordine a costituire l'ostacolo maggiore. I regolamenti edilizi si possono sempre modificare, e per quanto concerne il sostegno dello Stato bisogna citare i 15 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero delle politiche giovanili, nell'ultima manovra finanziaria, per sovvenzionare progetti di cohousing.
«Il problema maggiore – spiega Antonella Sapio dell'Istituto nazionale per la promozione e lo studio del cohousing (Ispco) – non consiste nell'individuare strutture e terreni disponibili, come invece si crede, ma nel lavoro preparatorio alla formazione dei gruppi. Questi nascono spesso sulla spinta dei bisogni, ma la coabitazione deve essere il punto di arrivo di un percorso consapevole e condiviso che non si riduce semplicemente a qualche incontro preliminare. Quello che serve è che si crei un orizzonte di intenti e di regole comune e partecipato». È per questo che i processi di formazione delle comunità sono momenti di conoscenza strutturati e articolati. Gli interessati, aiutati anche dalla presenza di figure di sostegno - come i mediatori sociali - sono chiamati a raccontarsi in maniera molto concreta, attraverso le passioni sportive, gli hobby, le competenze professionali e le idee sull'educazione dei figli, alla ricerca di un denominatore comune su cui possa fondarsi lo spirito del gruppo. C'è ovviamente chi abbandona il percorso, ma questo confronto è l'unico modo per arrivare alla costruzione di un gruppo stabile che possa resistere, nel tempo, ai problemi di convivenza che necessariamente investono anche le piccole comunità del cohousing.di Stefano Vannucci
per saperne di più:
www.cohousing-italy.com
www.ispcohousing.org
www.swansway.com
www.easternvillage.org
www.krausfitch.com
www.cohousing.org
1 commento:
Grazie per l'articolo! Se vi interessa c'è un libro+DVD "Cohousing e Condomini SOlidali" uscito alla casa edtrice AAM Terra Nuova.
http://shop.aamterranuova.it/shopexd.asp?id=270
Presentazione a la fiera Fa la cosa giusta di Milano il 12 aprile, e all incontro GAS nazionale il 18 maggio.
Buona Giornata
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