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COHOUSING - Tutti insieme appassionatamente

Tutti insieme appassionatamente. Aldilà delle rievocazioni cinematografiche, potrebbe essere il motto di una delle tendenze che sempre più sta affascinando gli italiani.

Si tratta del Co-housing (alla lettera: co-abitare), un modello abitativo che trova le sue radici nelle esperienze delle "comuni" degli anni '60 e che si sta oggi affermando come alternativa alle frenetiche e costose forme di vita imposte dalla città e dai ritmi della quotidianità.
La formula del cohousing prevede abitazioni private inserite in ambienti dove spazi e servizi sono in condivisione con i propri vicini. Un sistema capace di tutelare la privacy dei singoli, ma allo stesso tempo di abbattere i costi e di ricreare un piccolo universo socialmente coeso all'interno di una dimensione domestica allargata.

Smarrita la componente ideologica, che ne aveva fatto uno dei terreni di proposta dei movimenti di contestazione sfociati nel Sessantotto, il cohousing rappresenta un modello pragmatico che risponde alle esigenze reali delle famiglie. Lo sanno bene in Nord Europa - dove il cohousing è nato ufficialmente (in Danimarca, nel 1964) - negli Stati Uniti e in Canada, dove da quaranta anni la spinta comunitaria rappresenta una diffusa alternativa agli stili abitativi più tradizionali. I dati provenienti dall'estero dicono infatti che si può arrivare a risparmiare fino al 15% delle spese medie mensili di una famiglia: lavanderie, parco auto, impianti, asili nido, hobby room, palestre, officine per attrezzi sono le risorse normalmente condivise all'interno delle comunità dei co-abitanti. Ma niente esclude che possano anche essere altri i servizi a disposizione, come strutture sportive, serre o attrezzature agricole. All'interno delle comunità coabitate, infatti, ci si confronta sia sulla progettazione architettonica e degli spazi che sulle regole di convivenza.

In Italia non esistono cifre precise sulle dimensioni del fenomeno, ma si può stimare che il bacino dei potenziali interessati si aggiri intorno a qualche migliaio di persone. Non pochi, se si pensa alla scarsa attenzione dedicata finora dalle istituzioni e ai problemi di normativa edilizia che non ne facilitano la diffusione. Anche se, va detto, non sono i problemi di quest'ordine a costituire l'ostacolo maggiore. I regolamenti edilizi si possono sempre modificare, e per quanto concerne il sostegno dello Stato bisogna citare i 15 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero delle politiche giovanili, nell'ultima manovra finanziaria, per sovvenzionare progetti di cohousing.

«Il problema maggiore – spiega Antonella Sapio dell'Istituto nazionale per la promozione e lo studio del cohousing (Ispco) – non consiste nell'individuare strutture e terreni disponibili, come invece si crede, ma nel lavoro preparatorio alla formazione dei gruppi. Questi nascono spesso sulla spinta dei bisogni, ma la coabitazione deve essere il punto di arrivo di un percorso consapevole e condiviso che non si riduce semplicemente a qualche incontro preliminare. Quello che serve è che si crei un orizzonte di intenti e di regole comune e partecipato». È per questo che i processi di formazione delle comunità sono momenti di conoscenza strutturati e articolati. Gli interessati, aiutati anche dalla presenza di figure di sostegno - come i mediatori sociali - sono chiamati a raccontarsi in maniera molto concreta, attraverso le passioni sportive, gli hobby, le competenze professionali e le idee sull'educazione dei figli, alla ricerca di un denominatore comune su cui possa fondarsi lo spirito del gruppo. C'è ovviamente chi abbandona il percorso, ma questo confronto è l'unico modo per arrivare alla costruzione di un gruppo stabile che possa resistere, nel tempo, ai problemi di convivenza che necessariamente investono anche le piccole comunità del cohousing.

di Stefano Vannucci

per saperne di più:

www.cohousing-italy.com
www.ispcohousing.org
www.swansway.com
www.easternvillage.org
www.krausfitch.com
www.cohousing.org

L'arte di creare un pavimento in legno

Creare una pavimentazione di legno, è un’arte.

Non è un modo di dire, ma una realtà che ancora vive grazie all’esperienza di “antichi” artigiani, razza ormai rara, che possiedono un patrimonio di esperienze personali e lavorative che sono inestimabili. In un mondo dove la rapidità di esecuzione ed i tempi sono sempre più ristretti, creare una pavimentazione di legno ha ancora il suo fascino.

Qui di seguito proponiamo un esempio della Tecno Parquet di Firenze di come il restauro di antiche pavimentazioni, richieda esperienza e spirito di adattamento alle nuove tecniche lavorative che oggi si possono avere.

L'incarico affidato alla Tecno Parquet era di ripristinare la superficie del pavimento di una sala lettura; superficie che era ormai diventata praticamente irriconoscibile tanto era scurita, per non dire sporca ed impresentabile.
Nell'immagine a fianco si può osservare la differenza fra la porzione di pavimento già sottoposta ad un primo intervento di ripulitura ed il bordo dello stesso, con la “patina” di sporco depositatosi nel corso degli anni.

Una delle richieste fatte dalla direzione lavori (o meglio uno dei divieti imposti) era di non utilizzare macchine a rullo meccaniche. Si voleva cioè ottenere una superficie rigenerata togliendone lo sporco superficiale e protetta con prodotti a basso impatto ambientale, ma evitare eccessive levigature dello spessore del legno e, soprattutto, intervenire senza ausilio di attrezzature meccaniche. Ciò per mantenere quanto più possibile, l’originalità della manualità esecutiva nella pavimentazione di legno. Interventi con levigatrici meccaniche avrebbero certamente sortito un ottimo effetto di ripulitura, ma nel contempo avrebbero snaturato la natura di un pavimento costruito da oltre cento anni.

Dopo varie ipotesi, nacque l’idea di intervenire spazzolando la superficie del legno, direttamente sul posto, in maniera graduale così da asportarne lo sporco, un poco per volta. Una specie di raschiatura manuale eseguita con uno strumento dotato di spazzola apposita, che puliva la superficie delle singole tavole: quindi senza utilizzare carta abrasiva con macchine a rullo o frullini. L’utensile per spazzolare la superficie lignea, è dotato di aspirapolvere in maniera da ridurre al minimo il disagio per l’operatore, che rimaneva a stretto contatto con il medesimo e la superficie del pavimento. La spazzola era regolata di volta in volta nella sua capacità di incidere sulla superficie del legno per regolarne l’effetto finale visivo. La pavimentazione infatti non doveva divenire eccessivamente spazzolata poichè in origine non lo era; inoltre incidere in maniera eccessiva significa non lavorare in maniera ottimale.

Gradualmente la superficie del pavimento ligneo, cominciò ad evidenziare l’antico colore del Rovere Slavonia con un impatto visivo gradevole, per chi osservava. Nelle parti più difficili da raggiungere, quali gli angoli o vicino ai mobili nonché basi di tavoli e panche fisse, si è proceduto manualmente e con una piccolissima spazzola modificata.

Nel corso dei lavori di asportazione dello sporco superficiale, sono stati eseguiti anche alcuni interventi di riparazione quali l’inserimento di alcuni tondi al fine di richiudere fori fatti nel passato. Sono state inserite delle “sverze di legno” per richiudere delle fessure laterali, createsi nel corso dei decenni a seguito di variazioni dimensionali dei listoni in larghezza, il procedimento è stato adottato in quanto sia la dimensione delle fessure, sia il diniego ad impiegare prodotti al solvente, non permetteva l’utilizzo del classico prodotto per impastare dello stucco. Inoltre ricorrere all’utilizzo di inserti di legno, sempre in Rovere, ha permesso di mantenere quasi integra la superficie del pavimento alla visione dell’osservatore. Evitando il ricorso all’impasto di stucco, che certamente si sarebbe degradato nel tempo a seguito dei normali movimenti del legno, si è mantenuto anche l’originalità dell’intervento primordiale di posa in opera.

L’effetto finale della superficie lignea del pavimento è sicuramente apprezzabile, una leggera spazzolatura dona ancor più un effetto di antico e vissuto al pavimento, il tutto unito al caldo colore che la miscela di prodotto protettivo ha donato all’intera opera.

TECNO PARQUET
Via G. C. Vanini, 1
50129 Firenze
tel. 055 7323876 e 055 485396

I mulini a vento del terzo millenio

Sarà inglese il più curioso tra i record relativi alle energie rinnovabili: tra dieci anni, a meno di ritardi o imprevisti, il paesaggio davanti alle coste della città di Devon includerà 20 chilometri di turbine eoliche (350 impianti, collegati alla terraferma da cavi adagiati sul fondo del mare), che costituiranno il progetto più ambizioso del mondo in questo campo. E chissà che allora non saranno già in molti ad aver pianificato di seguire questa strada.

Con questa installazione l’Inghilterra colmerà il gap nei confronti dei due paesi che, in Europa, sono i capofila per quanto riguarda l’affidamento sull’eolico per il fabbisogno energetico: Spagna e Germania, che alimentano rispettivamente l’8% e il 5% delle loro esigenze grazie alle tecnologie di sfruttamento dei venti. Non è solo in questi paesi, del resto, che si sta diffondendo in modo sempre più esteso il ricorso a fonti di energia rinnovabile: non inquinano e non si esauriscono, e rappresentano una risposta strategica al timore di un futuro collasso energetico del sistema.

Generatori eolici lungo un'autostrada in Olanda

In Nord Europa, ad esempio, questo tipo di tecnologie è diventato ormai molto più che una semplice alternativa alle tradizionali strutture di approvvigionamento dell’elettricità, e non è raro - come sa chi ha visitato l’Olanda - viaggiare per le strade di campagna dei Paesi Bassi accanto a lunghe file di pale meccaniche che producono nell’aria i loro caratteristici ronzii (forse fastidiosi, ma molto suggestivi).

L’Unione europea crede a tal punto nell’eolico da avere dato vita a un’ente, l’Ewea - Associazione europea per l’energia eolica - che si occupa di promuoverne l’utilizzo e farne conoscere i vantaggi alle istituzioni e ai cittadini del vecchio continente. L’ultima iniziativa risale all’anno scorso, quando l’Ewea ha fissato per il 15 giugno il “wind day”, celebrato con sessanta iniziative di vario tipo in ventuno paesi dell’Ue. In casa nostra, il luogo prescelto è stato il piccolo Comune di Greci, in provincia di Avellino. Greci non è comunque l’unico esempio di intervento lungimirante nel campo dell’eolico. In Italia, in tempi recenti, la diffusione di impianti di questo tipo ha vissuto un incremento davvero consistente. Questo dato però - come rileva il rapporto «Vento Forza 12» stilato da Greenpeace ed Ewea nel 2005 - va letto a partire dalla considerazione che il nostro paese, sebbene quarto nelle classifiche europee, manifesti un forte ritardo sulle energie rinnovabili, eoliche in particolare. Alla fine del 2005 la potenza installata ammontava a 1200MW, a fronte di un potenziale non sfruttato di almeno 5000 MW. Questo è dovuto anche al fatto che l’installazione di impianti eolici ha aperto un largo dibattito sul tema, in cui gli oppositori brandiscono le problematiche di impatto ambientale, sia paesaggistico che acustico, e le valutazioni sulla discontinuità delle fonti come armi per combatterne la diffusione. Ma per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e abbattere le emissioni di CO2 è necessario ricorrere a energie rinnovabili e sviluppare le tecnologie più adeguate allo scopo, e lo sfruttamento dell’energia cinetica del vento rappresenta una soluzione pulita e alla portata di tutti. Da sviluppare, da perfezionare, ma la strada a questo punto è tracciata.

Risale a pochi giorni fa, il 7 marzo, l’apertura di due importanti centri di studio sulla geotermia e le energie rinnovabili: si trovano a Larderello (Pisa) e Monterotondo Marittimo (Grosseto), e rappresentano il tentativo della Toscana di mettere in sinergia le conoscenze più avanzate nel campo della sostenibilità e dello sviluppo delle energie alternative. Le due nuove strutture hanno già richiamato l’interesse di Cina, Indonesia, Usa, Canada, Islanda, Albania, Germania, Cile e Australia, dimostrando la vitalità del settore e la consapevolezza di quanto sia necessario un lavoro di qualità per supportare l’energia pulita con gli strumenti migliori.
Intanto lo scorso settembre, a Montemignaio (Arezzo) è stato inaugurato il primo impianto eolico toscano. Per adesso può contare su tre aerogeneratori tripala (ne saranno presto realizzati altri due) alti 48 metri, con pale lunghe più di 40 metri, che hanno una potenza complessiva di 1,8 MegaWatt/ora e complessivamente sono in grado di produrre quasi 4 GigaWatt di energia all’anno, sufficienti al fabbisogno di circa tremila abitanti.

di Stefano Vannucci

CARO, VECCHIO LEGNO - un pavimento per la vita

In un' epoca in cui la salvaguardia dell’ambiente deriva anche dalla grande attenzione a non produrre “scorie” con l’uso dissennato di oggetti e materiali che dovranno poi essere “smaltiti”, se pur con le dovute attenzioni, le preferenze dei consumatori (diciamo “utilizzatori” in questo caso, è un termine più consono al tema) vanno su quei prodotti che durano, e quindi per definizione meno inquinanti.
Anche quando si mette su casa, o si interviene per restaurarla e migliorarla, nell’estetica e nella funzionalità.
Perché quindi non pensare ad un bel pavimento di legno, così caldo nelle sfumature ma anche caldo effettivamente per le proprietà termiche, elegante nell’articolazione delle fughe cromatiche offerte dalle sue venature, economicamente più vantaggioso rispetto a materiali “concorrenti” sia nell’acquisto e quindi nell’installazione iniziale, sia nel mantenimento in opera.
Dopo vent’anni è un po’ scolorito o un po’ consumato: si rileviga e si riparte con un pavimento nuovo per altri 20 anni, senza dover ricorrere a discariche già oggi troppo piene.

C’è inoltre un altro sistema per dare l’eternità (si esagera un po’, ovviamente) ad un legno già trattato: è quello adottato dall’azienda “Il pavimento in legno s.r.l” che opera da diversi anni sul territorio italiano ed estero per fornitura e posa di pavimenti in legno dal tradizionale al prefinito.
Il punto di forza è la ricerca e approvvigionamento di legname di recupero: principalmente travature di vecchie case, mansarde di case (provenienza abitazioni del nord montanaro), tini (provenienza Veneto).
La semilavorazione avviene in ditta; la posa in opera finale, per motivi di manualità e garanzia di montaggio, viene esclusivamente eseguita da personale interno sia in Italia che all’estero.
La scelta dei materiali viene effettuata direttamente da Samuele Calvisi e da Taddeo Albanese, titolari della ditta, che crea le sue trame lignee in base ai gusti ed alle esigenze del cliente.
E applica l’enunciato del chimico francese Antoine Lavoisier “niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma”, con buona pace anche degli ecologisti che sicuramente apprezzeranno i suoi “risparmi ambientali”.

IL PAVIMENTO IN LEGNO SRL
via del Pontenuovo n 6/7/8 -
50055 - Lastra a Signa - (Firenze)

LE PITTURE DEL BENESSERE : la cromoterapia e l'aromaterapia applicate alla decorazione di pareti


Soffitto indiano decorato con colori sgargianti.

Da sempre l'essere umano è conscio del fatto che il calore ed i profumi che lo circondano influenzano il suo stato d'animo, i suoi pensieri ed addirittura la sua salute fisica. L'uomo moderno conosce purtroppo molto bene la differente sensazione che esiste fra il grigiore maleodorante della città e la calmante brillantezza profumata di un bosco o bel mare. Ed è in virtù di questo confronto che non si fatica ad avvalorare le teorie della medicina naturae, secondo cui i colori ed i profumi hanno la capacità di condizionare positivamente le emozioni, la salute ed il comportamento. Anche le grandi strutture commerciali, già da molto, dedicano ampie risorse allo studio e alla applicazione di questi principi, come pure alcune strutture sanitarie sposano queste teorie innovative per coadiuvare i processi terapeutici tradizionali. La scelta di un preciso profumo e colore può esprimere o migliorare gli stati d'animo, le attitudini e la visione di chi ne viene in contatto.

Oggi è possibile applicare i principi cromo-aromatici nella vita di tutti i giorni utilizzando le pitture "Decor - Attive" del Colorificio Pucci, le quali, grazie alla integrazione appropriata fra profumazioni permanenti e colori possono trasformare l'atmosfera generale di un ambiente lavorativo, di una singola stanza o di tutta la casa.
Le pitture Decor-Attive proposte al Colorificio Pucci di Firenze sono speciali idropitture a lunga profumazione per interni ad alto potere traspirante, idonee per l'imbiancatura di superfici murali interne compresi ambienti con presenza di vapori (bagni, cucine ecc.). La durata della profumazione , in condizioni ottimali, è stimata in un tempo medio che va da 6 mesi ad 1 anno in ambienti di piccola e media grandezza (max 16 mq) e da 4 a 6 mesi in ambienti di grandezza superiore.
In questo percorso innovativo il Colorificio Pucci è stato supportato da figure professionalmente qualificate che hanno coadiuvato lo sviluppo teorico e pratico di questo rivoluzionario tipo di idropitture traspiranti. Fra queste, la Dottoressa Lidia Costa, erborista laureata presso l'Università di Urbino, esperta in aromatologia, per lo studio delle associazioni aroma/colore e delle conseguenti stimolazioni e funzionalità.

Aromaterapia ed associazioni aroma/colore

Gelsomino

Il profumo del gelsomino stimola naturalmente sensazioni di dolcezza, protezione e amore.Questa fragranza così speciale è perfetta per essere usata nella camera da letto dei bambini, quoalora li si voglia circondare di queste dolci induzioni, ma può essere di grande aiuto anche per la timidezza, la diffidenza, la tristezza, la collera, la delusione, l'angoscia, l'indecisione, la gelosia, il panico.

nota aromatica: calda, dolce, floreale, leggermente speziata.

profilo aromatologico: calma
nte, rilassante, adatto a persone con freddezza emotiva, insicurezza, stimolante libidico.

colori consigliati in abbinamento: bianco rosa verde celeste

Arancio

Il profumo famigliare degli agrumi, con le sue qualità rinfrescanti, è il più indicato per la eliminazione degli odori dei cibi in cucina e per purificare l'aria stagnante in tutta casa, apportando anche sensazioni calmanti e rinfrancanti dal duro lavoro.

nota aromatica: asciutta, fresca, citrata, verde quasi floreale,, sottotono ricco e dolce.

profilo aromato
logico: ansia, stress, disturbi di carattere emotivo, adatto a persone iperattive che non riescono a dormire. Infonde ottimismo e stimola la determinazione, essenza adatta agli artisti, potenzia le tendenze creative.

colori consigliati in abbinamento: giallo arancio


Lavanda

E' forse la profumazione più apprezzata per le sue innumerevoli proprietà che richiamano a sensazioni di purezza, pulizia, e distensione. Per questo può avere una buona influenza sullo stress, l'ansia, la irritabilità, la tensione, e la stanchezza fisica. All'intrno dei servizi igenici aiuta ad eliminare i cattivi odori richiamando la caratteristica sensazione di pulito e di igiene.

nota aromatica: dolce, fresca, floreale, erbacea.

profilo aromatologico: tonica calmante, indicata in
caso di pensieri ricorrenti, paure di vario tipo, insonnia, sofferenza affettiva. Si usa per purificare gli ambienti.

colori consigliati in abbiname
nto: celeste lilla verde

Eucalipto

Il profumo di eucalipto, grazie alle sue proprietà rinfrescanti, è uno dei migliori per purificare l'aria viziata o in presenza di malattie infettive, contribuendo a donare un senso di freschezza e serenità. Anche se per queste sue caratteristiche troverebbe la sua migliore applicazione in ambienti ospedalieri o sportivi, come ad es. le palestre, risulta molto utile per favorire la concentrazione nello studio e sul lavoro.
Le sue caratteristiche balsamiche possono contribuire a tenere lontane le zanzare.

nota aromatica:intensa, fresca, citrata, balsamica, erbacea.

profilo aromatologico: calmante, rilassante, indicata per nervosismo, senso di svuotamento, confusione o vuoto mentale, favorisce l'apprend
imento, può essere usato per ripulire energeticamente ambienti e luoghi.

colori consigliati in abbinamento: verde celeste bianco

Ylang Ylang

Dietro lo ylang-ylang, termine malese che significa fiore dei fiori, si nasconde un tesoro di sensualità. E' un afrodisiaco naturale ed il suo profumo è strettamente legato alla sfera sensuale, tanto che in Oriente si usa spargere petali di Ylang Ylang sul letto nuziale. Le qualità esotiche di questa profumazione si esprimono al massimo all'interno dalla camera da letto aiutando ad intensificare i momenti romantici e a migliorare la vita sentimentale. Libera la fatica emozionale e mentale, le tensioni e lo stress in quanto le sue proprietà sono afrodisiache, antidepressive, euforizzanti, antisettiche, toniche e sedative del sistema nervoso.

nota aromatica: dolce floreale, leggermente spaziata, essenza molto femminile, aiuta ad amare il proprio corpo, libera la dolcezza delle emozioni, promuove l'attenzione verso gli altri.

profilo aromatologico: vitalizzante, equilibrante, aiuta nei casi di ostinazione, blocchi emotivi, scarsa autostima.

colori consigliati: arancio rosa albicocca

Cromoterapia: le influenze dei colori

Rosso

Rosso Pantone 485
E' il colore emozionalmente più intenso, stimolante, eccitante, rivitalizzante. Il rosso stimola cuore e polmoni, rinforza i nervi e stimola le emozioni, soprattutto la passione. E' inoltre il colore dell'amore. Poichè è un colore estremo, gli ambienti rossi potrebbero non aiutare le persone nelle trattative e nei confronti, mentre possono essere molto stimolanti in camere da letto.


Blu

Blu Pantone 281
E' il colore del cielo e dell'oceano. Causa la reazione opposta del rosso. Pacifico, rinfrescante, rilassante, l'azzurro induceil corpo alla tranquillità e la mente ad una vigile calma E' d'aiuto in caso di insonnia. I consulenti in materia suggeriscono di usare l'azzurro negli ambienti lavorativi perchè simbolizza lealtà, chiarezza e stimola la produttività. Nelle abitazioni è consigliato per creare ambienti distensivi e allo stesso tempo rinfrescanti.


Verde


Verde Pantone 347
Il verde simbolizza la natura. E' anch'esso calmante e rinfr
escante. In Americale persone che attendono di comparire in televisione si siedono "nelle stanze verdi" per rilassarsi. Negli ospedali lo si può usare perchè distende i pazienti, portando equilibrio e calma. Trasmette calore e serenità ed è consigliato per tutti quegli ambienti dove si vuole trovare rifugio dallo strss di tutti i giorni.

Giallo

Giallo Pantone 3495
Il giallo è rinvigorente e tonificante. E' un ottimo eccitante mentele e stimola la creatività. La luce gialla rinforza i nervi e stimola lo stomaco, il fegato e l'intestino. Favorisce la concentrazione ed è per questo che si rivela utile in ambienti destinati allo studio ed alla creatività artistica e tecnica. Ha effetti molto positivi nelle camere di quei bambini che hanno bisogno di essere stimolati alle attività.

Arancione

Arancione Pantone 021
Rincuorante ed energizzante, è utile in caso di depressione e ansia. La sua azione tonifica il cuore e i vasi sanguigni, e stimola l'appetito. Di conseguenza è molto indicato per ristoranti, mense o più semplicemente per la cucina di casa. Allo stesso tempo lo si può usare nelle camerette dei bambini per imprimere sensazioni di protezione e vitalità.


Rosa

Rosa Pantone 1767
Nella nostra tradizione è il colore della femminilità. E' anche associato all'amore, alla dolcezza ed alla comprensione. Favorisce quindi la manifestazione di tutti gli aspetti legati all'equilibrio dei sentimenti.




COLORIFICIO PUCCI S.A.S.
di G. Pucci
via A. Gentileschi,56 - 50142 Firenze
tel. 055 782758 fax 055 783331
info@colorificiopucci.it

CREATIVITA' IN MOSTRA - il"nuovo lusso" fatto di oggetti solo per te, in mostra dal 25 Aprile al 4 Maggio 2008 ad ART

Cultori del bello e amanti del “fatto a mano”, fan del pezzo unico esclusivo o estimatori dell’ hi-tech abbinato alla tradizione, dal 25 aprile al 4 maggio c’è solo ART in agenda. Alla Fortezza da Basso di Firenze torna l’appuntamento annuale con la Mostra Mercato Internazionale dell’Artigianato, giunta alla 72^ edizione che vede concentrarsi in un unico luogo, nell’arco di dieci giorni, le espressioni creative, artistiche e artigianali, di culture ed etnie diverse accomunate da uno stessa ricerca per le forme, i materiali, gli oggetti.

L’eccellenza e l’unicità sono concentrate nella GALLERIA DELL’ARTIGIANATO collocata nelle cinquecentesche Sale dell’Arco e della Volta. La mostra è suddivisa in due sezioni: La Tradizione dell’Artigianato e Esperienze di Ricerca: oggetti esclusivi, pezzi unici o in serie limitata che rappresentano il meglio della creatività artigianale del “made in Tuscany” declinata in stili diversi passando dalla rilettura del classico alla sperimentazione di nuovi stilemi utilizzando materiali che vanno dall’argento alla ceramica, dal cristallo all’alabastro, dal legno alla carta, dal vetro ai filati.
Oltre 100 pezzi unici firmati da artisti – artigiani - designers che rispondono ad un desiderio d’esclusività all’insegna di un “nuovo lusso” fatto di qualità e ricerca, non ostentato ed esibito, destinato non ai soliti vip ma preferibilmente agli happy few capaci di appassionarsi ad un dettaglio di forma, materiale, disegno. Collezionisti di arte minore del nuovo millennio, ma anche galleristi d’arte, conservatori di piccoli musei, talent scout di nuovi linguaggi espressivi ed artistici.

Ospite d’onore, invece, per l’edizione 2008 il Trentino Alto Adige che mette in mostra “L’Arte del calore” – Le stufe ad olle: dall’antico alle più avanzate innovazioni tecnologiche che anticipano in mostra quella che sarà l’avanguardia della stufa trentina.

E’ affidato a VISIONI, invece, il padiglione Cavaniglia, in cui sono concentrate imprese giovani e spesso di piccole dimensioni che fanno della ricerca, dell’innovazione e dell’artisticità il loro punto di forza. Spesso ci si trova di fronte a straordinarie individualità, come avviene per esempio nel settore moda. Particolare attenzione, infatti, è dedicata ai giovani espositori offrendo, attraverso una selezione delle proposte più innovative, uno spaccato delle esperienze artigianali contemporanee e delle ricerche più attuali. Insomma, tendenze emergenti e nuovi talenti ad Art 2008.

Merita molta attenzione anche l’area GUSTO con Bocconi di Boccaccesca, vetrina dei piaceri del gusto dove i riflettori sono puntati sull’eccellenza del piccolo artigianato alimentare italiano, un circuito tematico culturale centrato sui sapori assolutamente locali e sull’estro applicato al buono.

Usciti all’aperto, nel cortile della Palazzina Lorenese, a fianco di ‘Botteghe d’Art’ con la partecipazione di maestri artigiani che lavoreranno in diretta, spazio al verde in ‘La corte delle botteghe’, area che sollecita ad un contatto tra la natura, il verde, l’elemento spontaneo, il paesaggio e l’opera realizzata dall’uomo. Anche il florivivaismo come un mestiere d’arte nasce dalla maestria e dall’ingegnosità umana: scrigni di verde sinonimo nell’antico di piccoli eden dove bellezze, colori, profumi e delizie del creato si concentarvano. Ancora oggi nell’open air di ART lasciatevi tentare da una passeggiata in un appartato giardino fiorentino, spesso capolavoro scenografico dove gli elementi architettonici e naturali si fondono esaltandosi l’un l’altro.


ORARI: tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 23,00 (ultimo giorno chiusura alle ore 20,00)
BIGLIETTO: intero € 5,00; ridotto € 4,00

INFO: 055/49721

La Venaria Reale

La Reggia Venaria vista dal Giardino delle Sculture Fluide di Peone.








Dopo otto anni di restauri e interventi strutturali, lo scorso ottobre ha riaperto al pubblico la Reggia di Venaria, la residenza «di piacere e di caccia» fatta costruire dai Savoia durante la seconda metà del Seicento, a pochi chilometri da Torino.
I palazzi reali, veri gioielli del Barocco internazionale, si inseriscono in uno splendido paesaggio prealpino, dominato dai profili delle prime montagne e dall’intenso verde dei boschi su cui si distende il complesso architettonico.
L’imponenza della Reggia e dei suoi giardini (480mila metri cubi di costruzioni, 80mila metri quadrati di superficie occupati), unita alla qualità artistica degli interventi d’arredo e decorazione sia negli ambienti interni che all’esterno, fa della tenuta sabauda uno dei complessi extraurbani più belli d’Europa nel suo genere, tanto da essere presa a modello per alcune soluzioni poi adottate nella dimora dei sovrani francesi a Versailles.

La Galleria Grande detta Galleria di Diana

All’interno, mentre fuori proseguono gli ultimi lavori di restauro di palazzine e giardini all’italiana, le collezioni di arazzi, dipinti, sculture e passamanerie raccontano ai visitatori di oggi le usanze e gli svaghi delle comitive dei cortigiani e del loro seguito che si spostavano in campagna con i Savoia. Accanto a tutto questo, la Reggia offre anche una vera e propria «mise en scène» di spaccati di vita secentesca, del cui allestimento è stato incaricato il poliedrico regista e pittore inglese Peter Greenway.


Il giardino all' italiana














Nel seminterrato della dimora sabauda, Greenway ha organizzato la ricostruzione delle cucine della Reggia: decine di comparse, suoni, proiezioni, effetti di luce, aromi di bevande e cibi di ogni tipo (dalla cacciagione alla frutta, il tutto cucinato da veri gourmet reclutati per la rappresentazione) mostrano la magnificenza dei pasti e il funzionamento dell’apparato che doveva mettere a tavola circa 500 coperti al giorno, con l’etichetta che lo regolava.
Nelle zone padronali è invece la volta degli aspetti più privati della vita cortigiana, dai rituali del risveglio e della vestizione (un attore interpreta Carlo Emanuele II di Savoia, il committente di Venaria) nelle stanze dei duchi alle “relazioni pericolose” extraconiugali, ma anche i pettegolezzi e i piccoli segreti di corte. Poi grandi banchetti, giocolieri e danze d’epoca, e ricchi cortei di cavalieri, cacciatori e mute di cani con bardature in perfetto stile secentesco.

Stefano Vannucci

Una bella iniziativa per i visitatori della Venaria più romantici: "Innamorarsi alla Reggia..."